Michele Lavorgna - poeta |
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| home | Verso Oriente Edizione Abete-Roma 1972 |
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| dedica: A mio padre nel ricordo Nota dell'autore: Luce benefica, ma solo del giorno, è quella del sole; io altra luce cerco che illumini nelle notti con tenebre fitte. M.L. Un solo cuore Un solo amore E' intenta a comporre con grazia un fascio di fiori campestri la mia donna, colti a uno a uno. Per chi ama la bellezza della natura e l'armonia della casa non vi è che questa amena occupazione. Un solo cuore un solo amore. Un fascio di fiori, raccolti pure nei campi, mi appresto anch'io a comporre. Voglia il Sole inondarli di fulgida luce! Temere? Siam come l'albero dai rami cedevoli, ma dal tronco vetusto, dalle radici ben salde. Terra, tieni noi come le piante cui fiori dai e foglie e frutti! Saran fiori, foglie e frutti un pò sbacchiati ché impereversano le tempeste, ma noi sapremo rispettare cieli di sole perchè riabbiano calore. Rami secchi Rami d'albero secchi, cose di nessun conto, non servono a niente! Son accatastati là... con altri fasci pure di legna e pure da bruciare. Tu non li consideri, io li considerai. In campagna spesso nulla va guardato, siffatta legna, poi, solo va bruciata. Altrove son richiamate le attenzioni. Esposti in una vetrina le richiaman i ciondoletti che brillano: ci serviran da ornamento! Le richiaman le vesti che sono moderne: ci serviran per ricoprirci! Le richiaman le scarpe che son nuove: ci serviran per non camminare scalzi! e questo e altro le richiamano, che pure ci rendono men disadorni e forse anche meno vecchi. E a tutto si inneggia e, forse in casa, accanto al camino, anche alla fiamma, e quindi al fuoco che ci riscalda, che non ci fa morire. Che esso divampi ravvivato da questi rami, almeno ora ben tu pure lo sai. Foglia Foglia, lievemente come per non farle male, ti posi sulla terra, staccandoti, d'autunno, dal tuo ramo. Sol che col vento che soffia un pò più lontano ti porti, e ancora un poco, dalla pianta che più non ti tiene e ti tiene la terra... anche se non questa terra che le radici ricopri della tua pianta. Sol che col tempo che passa muta ogni cosa e tu stessa che diverrai dopo questo autunno e dopo ancora? Rifugio Care colline punteggiate di verdi olivi, tra di voi vorrò stare, d'estate, quando l'afa opprime. L'Albero amico Albero, amico della mia infanzia, si piegano i tuoi rami allor che dai vortici dei venti impetuosi battuto tu vieni, ella radice (salda attaccata alla terra) da cui ebbero ed hanno vita, si appoggiano. Forte il tuo tronco solo vacilla, e non cade ed anzi tu, generoso qual sei, fiori e frutta ancora, poi legna, ed anche di più ridoni. Anche noi siamo talvolta battuti, ma da altro vortice di altri venti, e si piegan le parti e sol trovano sicuro sostegno in questa fede che sempre vivifica. Ed io, riavutomi, un fiore almeno desidero donare a chi ne sente, se vuole, la soave fragranza. Davanti ad una aiuola Potessi racchiuderti ora, come in una piccola ampolla, profumo di un fiore appena sbocciato! Tanta fragranza con tanta purezza chi ti donò? Forse il sole col benfico calore, forse il cielo, con l'utile pioggia, certo la terra con le vitali sostanze. Ed il sole, il cielo e la terra di chi sono doni? Potessi racchiuderti or ora, come in una grande ampolla, profumo di un fiore, potenza di Dio! Super omnia amor La terra su cui lasciasti la tua orma, avrà la mia orma; la mia non annullerà la tua, non annulleranno la mia altre orme? La calcherò di più questa terra che cede, col piede pesante. Le riudrò di meno le voci di questa terra che pure chiede di non essere troppo battuta. E la rivedrò questa terra che sfugge con gli occhi che tutto comprendono da essa ritirandosi. E la riamerò questa terra, ove è odio, col cuore diviso in due: una parte destino alle cose. Nel Bosco Senti! sei mai stato in un bosco? Io, spesso da ragazzo, per raccogliervi asparagi e fiori, spini d'autunno, musco d'inverno. Hai osservato quelle piante più o meno rigogliose, sbilenche, sbracciate, più o meno giovani, con rami che s'intrecciano ed un manto (ma bucherellato) sembra che formino come per contenere gl'impeti che non mancano in ogni stagione? Ed hai guardato anche a quella terra ove si involvono i pruni? Certa erba ti si avvitacchia, qualche spina fortunosamente pelle pelle ti lascia segni sul dorso della mano. Ed hai talora udito il tenue zirlio del tordo che sembfra si vada nascondendo, mentre quasi con salti ricompare, passa da un ramo ad un ramo o al tronco tra il suolo e la parte, ultima in alto, del bosco? Ed hai tal altra udito il fischio pieno, piuttosto rotto, come da vicino, del merlo, e lo strisciar quasi obliquo e discontinuo della lucertola? Se le cose e gli animali, ora questi del bosco, pure parlano, che han detto al tuo cuore, alla tua mente? Se, poi, al tuo passaggio, il rumore sciapo delle foglie svigorite, quasi secche e stantie, cadute in gran quantità, han distratto anche la tua mente, certo io non so. Fondiglio Limpido come il cristallo è questo vino; eppure non vi è botte che lo contenga senza fondiglio. Verso Oriente Nubi...tante nubi a ponente! Mi volgerò VERSO ORIENTE, al sole rutilante del mattino, e quanta luce e calore quanta vita! Giungerò così, fasciato di questi raggi di sole, al tramonto. Acqua di Pioggia Acqua di pioggia cadente su questo campo che sol in parte ti assorbe, quali rivoli o quali torrenti o quali fiumi e quali sorgenti alimenti? Pur mi è dato bagnarmi in tanti corsi! Forse sei proprio tu che farai parte di uno dei miei corsi? Ed acque di fonti mi dissetano! Forse sei proprio tu che farai parte di una delle mie fonti? E quando guardo queste membra che son terse e questi panni, che le ricoprono, senza macchia, e spenta ho questa sete, sempre io lodo te, acqua, e Chi ti manda? La Luce fu e sarà... Non si dissolvon sulla terra le tenebre ed io sento e non vedo il tuo pianto, sento e non so da dove getti il tuo grido. E son queste tenebre sotto il cielo con stelle! Chi sa che anche tu, poi, non guardi alla STELLA cui io guardo che pur prova se ancora si crede alla luce... chè la luce fu e sarà anche dopo una notte sì lunga! Acqua di fiume Scorri placida, acqua di fiume, ed il nostro occhio si posa sereno sul tuo corso; scorri furente e si allontana tiepido. Le Tenebre Oh, le tenebre, queste tenebre d una notte d'inverno, son come spazi esistenti tra medesime stelle, come nodi di mare tra medesime rive? E rifulge la luce dove son le stelle, dove son le rive tien fermi la terra. Son come corsi di un fiume tra due laghi, come valli tra vette di due monti? E ben più si spazia dove sono i laghi, dove sono i monti più in alto si va. Pur bisogna che ben si conosca quest'arte: quella di nuotare in ogni acqua, quella di ascendere ogni monte. Sperare Sperare è come vivere anche quando ti senti uscir di vita; sperare è come ritrovare la tua strada anche quando sai di averla perduta. Aver la speranza è come viaggiare con una compagna che ti additi la luce quando la luce ricerchi dopo il dì che vorresti giungesse più tardi al tramonto. Se questo è sperare, chi non spera? Disattenzione Spesso di mattino non guardi il sole che sorge. Ed illumina questo sole e vivifica e riscalda! Tu sei per vedere che si rabbuia l'occidente? Te lo illumina il sole! Tu sei per vedere che si spegne la vita? Te la riaccende il sole! ... Sarà fredda la pietra che ci ricoprerà? Ce la riscalderà il sole! Scintilla di Amore Dio, se mi è dato soffrire oggi, ed anche sperare, non devo io credere che pure nel mio dolore risplende una scintilla del tuo infinito amore? E se, poi, cade la speranza che è l'ultima Dea e a questa bella d'erbe famiglia e d'animali, più con questi occhi non potrò guardare, non devo io credere che più di allora risplenderan scintille del tuo amore? Son lacrime o parti di una fiorita? Oh, il vento, questo vento di un giorno tardo di settembre, cala di soffio e aumenta! E una stagione va e una stagione viene. E partecipano gli eventi le piante: van spogliandosi dei frutti; già lascian cadere delle foglie: son come lacrime di un pianto che vien mosso per l'estate che muore? Son come parti di una fiorita che vien fatta per l'autunno che nasce? Allora, Dio, dove sei? Dio, l'uomo crede e tu sei presente nella fede, e spera ed ama e sei presente nella speranza e nell'amore; l'uomo è prudente, giusto, forte, temperante e tu sei presente nella prudenza, nella giustizia, nella fortezza, nella tmperanza. E quando lo stesso uomo tanto divien debole che è diviso da sé e non è uomo, tu, allora, sommo, ottimo, potentissimo Dio, dove sei? Cielo senza sole Come un fuoco che non riscalda, come un pane che non nutre, come un acqua che non disseta, come una stanza vuota d'aria è l'animo dell'uomo che mai non paga. Eppure egli vive! Vive come si può vivere sulla terra sotto il cielo senza sole. ...E Chiede Intercessioni Santa Maria delle Grazie benedetta fra le donne, a te ricorre una madre in un giorno di poco sole; ai tuoi piedi prostrata, fissi gli sguardi, incrociate le mani con la fede ravvivata di sempre, tacita, sgrana il rosario delle speranze, e chiede intercessioni! ........................ Si stacchi dal tuo splendore una scintilla, nell'animo invocante cada di una madre! A mia Madre Avanti negli anni, con nel cuore e nella mente i ricordi, son forse i giorni più fuggevoli spazi di tempo e di una vita che scorre? Che non venga mai meno il rincoramento come di chi è per toccare la riva dopo la traversata di lunghi nodi di mare quasi sempre in tempesta; né il sollievo come di chi vede spunatare l'alba di un giorno di sole dopo un viaggio intrapreso in una lunga notte d'inverno; non il lenimento come di chi, lasciando l'intricato sentiero di una selva con poca luce, si ritrova su una libera via ed infinita illuminata lungamente cercata. Lacrime e Lacrime Donna, ha la tua casa angoli bagnati di lacrime. Forse le versasti per soccorrere alle necessità della famiglia: furon lacrime di un dolore che nobilita; e le versasti per tener dietro a speranze vane: furon lacrime di un dolore che ritempra; e le versasti se Altropo bussò alla porta della tua casa: furon lacrime di un dolore che accomuna. E le versasti se mai più alcun bene, neppure quello dello spirito, dividerai con chi due uni eravate e diveniste uno: saran lacrime di un dolore che isola, forse per sempre. I Bimbi e il gioco Tu vedi i bimbi che giocano su libero spazio ed aperto? Cuore e mente hanno sgombri di ogni altro pensiero, ed imparano. La scuola è scuolal la casa è casa. Ebbene, allora, lontani dalla scuola, lontani dalla casa, sono creature che hanno per casa ben più vasta casa, per scuola ben più grande scuola. Sol guardando ai tuoi occhi Sol guardando ai tuoi occhi, bambino, mi sembra di essere vicino alle stelle che brillano insieme come in un giorno che, però, non è né di pieno inverno, né di mezza estate, ma meglio di aprile... Allora le luci, che han lasciato indietro l'inverno, son più vive. Distensione Passeggiando da solo o con un amico, forse non ti accorgi delle svolte che ha la vita, neppure ben noti se questa è declive o erta, ingombra o libera, e ti distenti intanto, e torni sereno. E questa mano non può ben rinascere! Mendicante, codesto volto, anzi codeste membra che laceri panni ricoprono, non sono, scorrendo gli anni, rinate, forse, come le mie, a nuova vita? Diverranno come i toui questi panni, un giorno, sol che più non saranno indossati, forse. Mi vesto di essi per fare anche figura, ora. Che bella figura! Anche per essi mi tengo lontano da te nel falso trionfo del mio orgoglio, e divien torvo il mio sguardo nello sprezzo incensurato di questa miseria. E questa mano, che non ti porgo per far sentire me più umile e te men povero, non può ben rinascere. Dal Finito all'Infinito Basta osservare da un qualsiasi angolo, fosse anche chiuso ed allora attraverso un piccolissimo foro, quello che è fuori, vicino e meglio lontano, un punto di terra sotto un punto di cielo perchè tu possa sentire te sempre più finito nel finito. sol se hai fede viva, puoi ben con lo spirito portarti al di là del finito, nello infinito che appena si intravedeva. Ed allora si che meglio continuerai a vivere sotto raggi di sole, su vette di monti, tra verde di prati, su alte colline, tra piante con fiori e con foglie e frutti, o spoglie, a seconda della stagione. Coro senza applausi Uccelli, voi si che insieme cantando, formate il più bel e natural dei cori: un coro, però, senza applausi e solo con qualche...uditore anche distratto. E tutti cantate su una pianta! Tutti voi, su una collina, su un monte; tutti voi, nelle vicinanze di un fiume e di un lago, e lungo la strada, e sul prato come nel bosco: sempre di giorno, ma d'autunno meglio che d'inverno, di primavera meglio che d'estate. Che, almeno, se non si plaude al vostro coro, non si interrompa il canto di uno di voi! L'Ora presente Quello che conta è l'ora presente: puoi viverla bene e puoi viverla male. Tu fa' che ogni ora sia come quella di un'alba di un giorno di sole; che sia sempre la prima di una lunghissima serie, da vivere bene. Io, per me, farò in modo che spesso cada sul passato una pietra che pesi, ben levigata la parte superiore o scolpita. Ci sarà, forse, chi vorrà rimuovere questa pietra? Dovrà avere ben rinvigoriti i muscoli, familiare l'uso della leva e dello scalpello. Altrimenti si tiri indietro e solo di contemplarla sia pago! ...Questo Conta Che si cada e ci si rialzi, fosse anche con un imbratto, e diritti si ritorna, questo conta. E se l'origine ricerchi della tua caduta, nel tuo mal passo la ritrovi, o in una buca della via che ingannò il tuo piede. E' così che forse più non ricadrai in tale fallo. Che se, poi, altra ragione vai cercando per scusare il tuo errore, non dimenticar che prima o poi tale errore si ripete. Vita migliore anche più sana, a condur sei menato quando be vivo nella mente è il ricordo delle cadute, che più savio ti rende e ben fa da guida. Sogno Io credo al sogno, a quello che è bello che faccio di giorno, ed anche di notte quando non dormo. E seguo il sogno che è bello, ché, così, divien bella la vita. Guardando al cielo di notte, vedo sempre stelle ché, col sogno che è bello, l'occhio scavalca le nubi; guardando alla terra, di giorno, vedo sempre distese ché, col sogno che è bello, l'occhio scavalca le creste. Vuoto Guardando negli occhi tuoi che guardano e non guardano, ci sembra di cader, talvolta, in un temibile vuoto. Così Servirà... Hai mai osservato nella fucina del fabbro (un tempo?) almeno quel ferro che proprio vien battuto e ribattutto sull'incudine, servirà a qualche cosa, di buono, si intende? Tu pure cerchi la luce Cinerea (questa) farfalla, col tremitio delle ali batti al vetro, fuor della finestra, per entrare. Tu pure la cerchi, di notte, la luce ed anche la ritrovi, quella più forte, che vicina vicina alla lampada ti si scorge che aleggi, entrando. La Giornata E' un tuo compagno di viaggio chi incontri per strada appena mattina. Forse non sempre lo riconosci dal suo portamento! Ha speranza come quelle che tu hai, ma saran di meno o di più a rifiorire. E tu giungi a sera come ad una meta ed anch'egli vi giunge. E si chiuderà un giorno come un bagaglio! Di tuo (e non solo tuo) che cosa conterrà? Gli occhi tuoi cercano la luce! Non ha la tua mente i ricordi di quando'eri bambino? Era gioco il gioco, era fiore il fiore, il pianto non era pianto! E così ritardavano i tramonti ché foriere eran le albe di luce più viva. Or questo è vero: gli occhi tuoi cercano la luce! Questi ricordi Spesso tornano ricordi e ricordi: di reimprimono alcuni perchè belli, si riallontanano altri perchè brutti. Eppure, vorrei che questi rimanessero più a lungo impressi nella mente perchè sono, ciascuno, come un poema, la cui lettura vien presto fatta e dà utili insegnamenti! Vita in Campagna Come non amare questa campagna! Qui non sfugge che la flessibile canna, nel tempo che non è di bonaccia, si appoggia alla flessibile canna per reggersi; che ai canti spezzati dei passari spesso fa seguito il canto buono anche di una sola capinera; che vario e continuo, e grato o no, è il combinarsi delle cose ed il fluire. Qui gli occhi tuoi saran più aperti, più attenti gli orecchi, più fino al naso, più pronte le dita, più fine il palato e sol, ed è anche bene, meno svelti i passi. Sofferenza Non sempre è più amaro il dolore che ti si apre col pianto. Davanti a chi piange Vengon racchiuse nella mente le immagini anche di volti rigati di lacrime: immagini di pianto antico, immagini di pianto nuovo. Ed un rivo si forma or più or meno oieno e lungo, di lacrime, tanto lungo che non ha foce ove è terra. <<Io Gesù Risorto>> Recan punture le spine farò che fioriscan le rose; manda pioggia il cielo con nubi, farò che torni l'azzurro; fan da inciampi sassi sulla strada, farò che vengan rimossi. Raccologon gridi gli orecchi, farò che sian trasformati in voci di canti; versan lacrime gli occhi, farò che sian mutate in gocce di balsamo. Soffian ventida più parti, farò che la polvere portino via da ogni ambito. Chi è Fratello? Se ben vedi, è chiunque tu vedi: de ben odi, è chiunque tu odi. Ed è tuo fratello chi ha gli occhi abbassati alla terra e tu fai volgere al cielo; chi cade nel suo viaggio e fai rialazare; chi ha lacrime e fai asciugare. E' tuo fratello il giovane che esce dal passo ancora incerto, cui dai una mano; il padre dal cuore con pene che allevii; l'uomo vecchio cui fai ritrovare l'antico entusiasmo. E' chi da il <<voi>> e il <<lei>> e tu gli fai capire che i fratelli meglio si parlano col <<tu>>. Fratello è chi non più odia; fratello è chi non più uccide; fratello è chi non più scongiura; fratello è chi non denigra; fratello è chi non copre d'infamia; fratello è chi ti riconosce fratello. Fratello puoi essere tu! Natale Ed un giorno senza notte noi riviviamo! Le lontane pallide stelle poi una vicina fulgida stella illumina noi! Mite come il cuore di un bimbo divien il cuore dell'uomo; parca, come la mano del giusto divien la mano dell'empio. Ben cammina chi incespicava, ben sente chi mal udiva, ben guarda chi mal vedeva. Trova la pace chi la pace cercava. Irrangiungibile Meta Questo tendere continuo verso qualche cosa che sempre rimane più lontano, non ti sembra che sia come salire per un monte, con affanno, a grado a grado? Sol che il monte, quello che vedi, tu lo scali, se hai coraggio, quando vuoi, in poche ore o in pochi giorni e tocchi la vetta. Questo che tu, io, noi dobbiamo scalare...è molto più alto, molto più irto, molto più pieno ed ha sentieri, non ha vetta. Và Che tu sia come una goccia dopo goccia d'acqua azzurra ed estingua una minima parte di tanta sete ed elimini un solo piccolissimo neo fra i tanti sul volto di chi t'incontra, e fecondi un sottilissimo filo fra i tanti d'erba!
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