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Michele Lavorgna - poeta            home

 

Una Riflessione

alla Opera Omnia

a cura di Rosario Lavorgna

Non mi era mai saltato tanto lampante innanzi agli occhi e, innanzi al cuore, il desiderio di scrivere e commentare le opere di mio padre: Michele Lavorgna. Evidentemente, codesto desiderio, era stato sempre soffocato dai miei tanti impegni in ambito anglista, dai fiumi di parole scritte in una lingua diversa dalla nostra, più rozza ed inespressiva, in continuo mutamento, in un susseguirsi di strutture e idiomaticismi frenetici ed al tempo stesso inutili, con il continuo perseguimento della idiosincratica filosofia anglosassone del tempo e dell’economia di esso.Tornare a scrivere con la propria lingua madre è come rinascere, qualsiasi cosa si scriva, anche se essa possa essere una miserevole lista della spesa, rileggerla èmusica, poesia, canto ancestrale teso alla bellezza e all’arte. Nessuna lingua è musicale come la nostra, nessuna può esprimere sentimenti, idee, stati d’animo meglio di quanto faccia l’italiano. Il punto centrale è che il primo maestro di questa lingua meravigliosa è il poeta! colui che sente, colui che immagina, colui che sogna e, che poi traspone il suo puro illusorio in idee ferme, immagini nitide, trasfmormando le metafore in duttili lezioni di vita ed, in ultima analisi, creare parole che portino conforto all’umanità. li mio primo maestro di lingua e di vita è stato lui: mio padre. " con la lingua non si scherza!...come si esaltano gli uomini e gli eroi ... così si possono annientare, distruggere, ridurre a nullità"..., una teoria più che valida oggi!, ma al tempo in cui mio padre me la ripeteva spesso era un dogma, una sorta di lama affilatissima verso la quale ogni scrittore o poeta disdegnava di rivolgere Io sguardo. Oggi la maldicenza è divenuta vera e propria arte, con un budget economico molto più elevato della vecchia arte. Mi accingo di quì in avanti a trascrivere ed a commentare, molto indegnamente, le opere di mio padre che sono per me un esempio, una luce ferma, un ricordo spirituale di quella figura di uomo tanto felice di scrivere e di esistere. Le opere che sottopongo al vaglio sono state scelte da me in persona poiché, a mio avviso, segnano dei cardini precisi, dei parametri poetici e sintattici, Io sviluppo di una ideologia filosofica che, attraverso un excursus realista, positivista, di laica religiosità e con una punta di ermetismo, approdano nel mare della beatitudine. Il poeta è pago del fatto che la sua continua ricerca della conoscenza, il suo stoico martirio fatto di carta ed inchistro, gli hanno permesso di donare all’umanità attimi di sublime ed incommensurabile gioia.

Per la realizzazione di questa opera sento il dovere di ringraziare molte persone che mi hanno incoraggiato e sostenuto durante le fasi cruciali che compongono questo libro. In particolar modo la mia immensa gratitudine va ad una persona speciale, ad un uomo che io considero un secondo padre, il professor Arturo Famiglietti, Rettore dell’Ateneo Filologico "G. Gozzi"-Accademia Partenopea , che ha voluto con immenso affetto accogliermi in uno dei più prestigiosi Enti nazionali di cultura superiore, e che ha voluto redigere la prefazione a questo libro, i ricordo di mio padre, suo sincero ed indimenticabile amico. Particolare gratitudine ed affetto profondo ho per un’altra persona speciale, a cui mi sento legato da un legame parimenti filiale, il preside monsignor Nicola Vigliotti, storico, scrittore, persona di cultura e per la divulgazione di essa, ‘l’amico di sempre’ che ha voluto concedere di mio padre un ricordo schietto, lucido, sublime nella sua semplicità verbale quale testimonianza di una amicizia e di un calore umano che vanno ben oltre la buia morte. I miei sensi di profonda stima e gratitudine vanno al mondo dell’informazione, di cui faccio parte, ai colleghi delle varie testate giornalistiche locali che hanno avvertito l’esigenza culturale di trattare il progetto della Opera Omnia e del sito Internet dedicato a mio padre, il poeta. Ringrazio di cuore i colleghi giornalisti ed in particolare la dott.ssa Bruna Ragone, direttore di Telem@gazine , che ha voluto recensire la pubblicazione telematica del sito Internet del poeta. I miei ringraziamenti al mio più stretto collaboratore e redattore centrale di V@ltelesinanews , Federico Festa, che mi ha dato una sostanziosa mano a riprodurre in digitale i nove volumi di liriche editi da mio padre. Ed in ultimo, nella considerazione biblica degli ultimi e dei primi, la mia famiglia, i miei figli, che hanno sopportato le mie lunghe latitanze a completamento di questa opera.   Ho dedicato questo libro ai miei figli perché in loro rimanga il ricordo, l’esempio e la testimonianza di un uomo sincero, non blasonato, non luminare, sprovvisto di allori, di altisonanti titoli, di fortuna e di fama, ma un uomo vero, un poeta vero, sublime testimonianza dell’amore per la vita, per le cose semplici, per tutto ciò che ci circonda e che ci rende vivi. Michele Lavorgna ci ha lasciato quell’assolato 16 ottobre di 12 anni fa, ed io ancora, nel segreto della mia anima, piango un uomo che il fato mi ha negato di amare nella mia maturità, ed che i miei figli non hanno potuto conoscere.