Michele Lavorgna - poeta home |
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| Presenza Sconvolgente Ed. Poligrafico Campano 1978 Dedica: Omnibus hominibus | ||
LE POESIE Son simili a finestre istoriate le Poesie: finestre che, guardate da la piazza a la chiesa, apron sui muri una fila di buchi nudi e scuri, e le guarda così la buona gente, e dice poi che non ci vede niente. Ma su, una volta alfine, penetrate per la porta nel tempio, e là guardate! Ecco, figure e scene, e cielo e mare, tutto nei vetri luminoso appare. Creature di Dio, semplici e liete, gli occhi allegrate e lanima pascete! - Da Goethe, traduz. di B. Croce)
TEMPO DI ANDARE Continuerai a vagare - sì, proprio tu -e a sostare col mio "IO" o col nostro "noi. Penetreremo dentro alle cose (e non solo alle cose). Vedremo che di bello vi è che di brutto, che di vero e che di falso, che di nuovo e che di antico.
LINCREDULO Sono come un vagabondo perduto in una selva, senza Dio; come un pellegrino che sa donde viene non sa dove arrivi; come uno che i venti spingono su orli di rupi. E non vi sono giorni con il sole, non vi sono notti con le stelle né con la luna. Ho begli occhi ma non per vedere Te, Dio. Ho buon udito, ma non per sentire Te, Dio. Ho voce per i canti, ma non per cantare Te, Dio.
NON SON TUTTE... SPINE Da una siepe spuntano fiori rossi. Da una siepe! Che ha spine che ha cardi che ha rovi che ha dumi!!!
CHE VISIONE! Mi appaion che tremolano le luci sulla collina, di fronte, lontana, a sera. Tremo per... paura,
IO, michele lavorgna.
UNITI Uno stormo di passeri va nel libero cielo. Uno stormo! Un branco! Poi atterran così. Poi sinnalzan così, i passeri!
ACQUE E già Si perdon sfociando nelle acque grosse e basse mille rivoli di acqua pura.
"FIT" Fugit irreparabile tempus Che bene ci ritrovino le ore. Certo, non ci ritrovano che cerchiamo le stelle se non siamo usi di guardare in alto. Non ci ritrovano che sgraniamo rosari se non siamo usi di far scorrere corone fra le dita. Le ultime ore ci faran cercare la luce del sole. Le ultime ore ci faran cercare il volto di Cristo. E questo lo rinviamo noi, e quella la rinviamo noi.
CONTINUITÀ Ben si para la pioggia quando viene. Sol non ci si aspetta che scenda mista a grandine. La grandine (che rovina!) cade per colpir piante, per nientar raccolti. Ma anche pare di averle viste come rinascere dai tronchi le piante alte se proprio non son finite per essere battute. E pur si usa (allora) per certi luoghi e certe piante ripiantarne una della stessa famiglia, e la si vede che cresce per portare, quando è il tempo, più buoni frutti.
ANCORA UN PECCATORE! Che fare perché la vita
breve o lunga che si vive non ci sia ancor grama? Vedo che non cè angolo di una chiesa da dove non si labbreggi e non si innalzi preghiera da uomini a Dio. In un angolo della Chiesa Cattedrale sono. Son raccolto e sento che mi vien luce e prego. Luce... luce... luce. E fuori non sarò che uno della folla, non sarò che uno dei viandanti. Ancora un peccatore!
CHE NON RICOPRE! Che non ricopre un manto alto di neve! Coperte si vedon le zolle nere di campo arato di fresco. Coperti i fossi delle vie e le vie stesse delle vallate. Coperti i fossi delle vie e le vie stesse dei monti. Coperto quel che di verde è intorno. Coperto quel che di rosso e intorno!
TANTO VERDE... Tanto verde un mare ci sovrasta tanto verde un mare si agita tanto verde un mare ci sommerge tanto verde un mare si sgonfia dautunno.
CAMPAGNA! E le luci alla città di sera proprio non dàn t anto di chiaror. Son luci di città e di vetrina, e te le vedi più vicine (o più lontane?) rosse, gialle, o gialle e rosse, verdi e verdi, e azzurre e poco chiare... Qui si chiude alle luci e non è chiusa da noi la campagna. Qui si apre alle tenebre e non è aperta da noi la campagna: alle tenebre ma portatrici di sonno che ristora, alle tenebre ma premonitrici di luce che sarà tutta bianca.
LUCE! Si attendon le ore: e lora della notte e lora del riposo. Che tardi a venire la notte ed il mio riposo! Le notti mi portan anche ombre e paure.
E IL CIELO HA LE PORTE Dio, so di non tenere sempre la mia diritta sulle strade. Cammino che mi piego. Cammino che mi perdo. Cammino che cado. ...cado e manco di forze per volgermi al cielo e bussare e bussare e bussare.
SOGNO? E piccoli rivi fluiscono in rivi più grandi e questi nei fiumi, i fiumi nei mari, i mari si comunicano le acque. E lestate di agosto caldo e si fan bagni. Chi sa che di quellacqua odi un mare odi un oceano dove dallaltra sponda ti bagnerai (?) tu dellAfrica del Sud e tu..., quando avrai la tua estate, non farà parte anche questa che era, sì, acqua di piena, ma pur calda e poi limpida, ma pur viva?
E tu manco te lo sognerai, altri manco se lo sognerà. Io solo sto, forse, per sognare, bagnandomi?
MEMORA E ancor questo ricorda: che ogni tronco dal camino dà fiamme, ed il calor quand anche non ti raggiunga tutto, tutto non si perde. Sol bisogna che un tronco non si lasci Poi a lungo ai lati delle vie che se riceverà acque ferme poco brucerà, che se invecchierà non darà fiamme lunghe.
CONTENTEZZA Quanto mare, per lungo nodo, Che mare! Calme acque verso la riva. Io no, ora non mi bagno. Io aspetterò di uscire dalla fredda stagione. Cè il sole come destate e come destate riflette raggi a fasci in ampia striscia lunga e chiara il mare. Tutto a questa mi volgo ed oggi mi basta.
...E CADRANNO Un albero si è un po sramato. Giacciono a terra rami di un pino. Ancora rimangono verdi le foglie. Ancora Òzian al vetìto le foglie. Come le foglie dei rami degli alberi in piedi ed in vita. Sol quando passeranno giorni (pochi), saran di sole o di freddo, tutte le foglie perderan la vita e cadran che rimarran alla terra, con la terra si confonderanno.
IN VISI Come dentro ad unombra si cade ed unombra si forma più densa con il sole di un giorno di mezza estate, con la luna di una notte di mezzo inverno.
ANALISI Ogni ora che viene È unora nuova e che ti porti e come tu non ti chiedi? Unora mia passata e racchiusa riapro e trovo che è stato meno o più aperto un gesto meno o più lungo un passo, meno o più alto un salto, meno o più buona una parola, meno o più vivo uno sguardo, meno o più largo un sorriso, meno o più forte un pianto.
LEVITÀ Si sta come dautunno sugli alberi le foglie. Ungaretti, le foglie han sole quando è tempo di sole, e pioggia quando è tempo di pioggia ed han caduta quando è tempo di cadute e di venti. Noi, a seconda del tempo, ci si scalda ci si bagna ci si stacca?
PIU SINCERI Bambini, vi rincorrete come per un gioco, modulate le voci come per un canto, tendete le braccia come per un amplesso. Così, un amplesso non ha flemme, un canto non ha stonature, un gioco non ha perditori. Così, il gioco continua, il canto non si interrompe, lamplesso ci stringe.
LALTRO Membra sumus magni corporis. Siamo membra cli un (medesimo) immenso corpo. Se tu credi, io credo. Se tu speri, io spero. Se tu doni, io dono. Se tu uccidi, io... Io non vorrò che altri perisca colpito da me. Laltro conservi la vita, noi riavremo lunga la vita. Laltro conservi la fede, noi riavremo grande la fede. Laltro conservi la speranza, noi riavremo viva la speranza. Laltro custodisca la carità, noi riavremo forte la carità. Laltro, non sei forse tu laltro? Laltro, non son forse io laltro?
DOLORE = VITA Dolore, sei pioggia di maggio! Nuova vita riavran le erbe... tagliate o premute o brucate e ritarderan a morir.
PANEM NOSTRUM Pane, sei duro come una pietra e buono: un po di acqua mia non mi mancherà mai ora. Pane, sei duro come una pietra e buono: un po di fuoco mio non mi mancherà mai ora. Pane, sei duro come una pietra e buono: un po di aria mia non mi mancherà mai ora. Pane,
COME IL TEMPO... Si è come... come il tempo che varia: come il vento che taglia, come la pioggia che picchia, come il sole che brucia, come la nube che si apre. E dire che il vento anche aleggia, che la pioggia anche benefica, che il sole anche riscalda, che la nube anche annuncia lacqua di aprile e di maggio. E dire che si ha cuore! E dire che si ha mente!
RINASCITA Par che il tuo volto sia come raggiunto da raggi di sole del primo mattino. Par che da luogo come di nebbia uscendo viene e va la gente. Vi era freddo intorno, freddo, proprio no di stagione. Si crede che non entri calor di raggio in massa di vapor condensato sino a terra. Si vede che ci scaviamo, ciascuno da solo, una fossa nella terra. Ed a te, Cristo, si chiede forza perché ci solleviamo da questa terra e da questo vapore.
DOLORE = VENTO Dolore, sei vento, vento come di unora di un giorno con sole di aprile. Daprile han fiori anche i pruni, fiori han persino le siepi, e fiori rimulinano e si posano con voli leggeri. Angoli anche nascosti di vie, di campi, di serre, di boschi imbiancano e colorano, e di tiepidi calori rifanno.
...E MI PRENDE PAURA Lontane stelle, non ci rispianate le tenebre e sol rimanete punti di luce, e spazi. E mi prende paura poi che tardi a venire, mattino, poi che di un po del tuo cielo, universo, non mi riscopri a questora con la luce lazzurro.
IL TEMPORALE! Il Temporale si adira, rompe o piega piante e tetti: in piani e colline. Prende o coglie uomini e ammali: in sentieri e strade. Tu che fai per sostenere una pianta? Una pianta dà vita. Tu che fai per sostenere un tetto? Un tetto dà riparo. Tu che fai per soccorrere un passante, per tirare allovile un agnello?
NON SEI SOLO Dolore, riaccendi speranze e ravvivi affetti ed amori. Un padre si incontra col padre una madre, con la madre: un fratello, con il fratello. Un cuore diventa più grande; una mente, più accorta; un passo, più fermo. Rimane comune una sorte: chi vive, non vive da solo; chi muore, non muore da solo.
PAURE Senza di Voi, Santi, non sarem che poveri compagni di cordate e non isseremo bandiera. Paura è a noi: paura di vivere: paura di scalare: paura di arrampicarci, paura di ascendere, paura di aggrapparci, paura di saltare, paura di assicurarci ad un chiodo, alla corda, alla roccia. Paura... paura... paura e non si desiste dallo scalare?
DOLORE = SPERANZA Dolore, vieni da una croce, rallunghi la speranza, la risantifichi. Spero di aver gioia più intensa, passato il dolore, e di aver mente più sana, passato il dolore, e di aver vita più lunga, passato il dolore, e di aver voce più alta, passato il dolore, e di aver amore più vero, passato il dolore, e di aver coraggio più forte, passato il dolore.
COME INNAMORATI... Vedo che la vita si fa àncora al tempo ed il tempo scorre e làncora cede. Cede làncora e noi temiam che non tornino le ore a riaverci. Oh, si teme! Non son le ore come spicchi di limone acre? Son come petali di crisantemo vivo. Come innamorati del ... tempo spicchiam petali, ne la corolla, dal fiore. Come innamorati trepidi prenunziam il sì alterno ed i no. Oh, la terra si empie, tu non vuoi di paure, ed avrà le nostre paure, e dolore?
DOLORE = COMPAGNO DI VIAGGIO Dolore, sei muto compagno di viaggi: conosci partenze ed arrivi. Non vi è paese da dove non si parte e vi si arriva. Non vi è campagna da dove non si parte e vi si arriva. Tieni posti all impiedi e posti a sedere: su mezzi di vie di terra, su mezzi di vie di mare e di cielo: in ore del giorno e in ore della notte.
DOLORE = FARO Dolore, sei alto faro nelle notti illuni.
Si viaggia... Io sono in viaggio come per mare. Quella rotta (?) mi eviterai e quellaltra... Questa terrò che porti ora alla riva. Che mare è questo e che tempo meglio rivedrò quando approderò allultima sponda ché mi volgerò e porterò, staccato dalla terra, a fianco di chi avrò lasciato che è ancora in mare.
ANDARE... Proni alla terra, io non rimango alla terra. Alzarsi camminare bisogna, dar passi svelti e leggeri poi che è fretta di andare arrivare. Magari potessimo togliercele le scarpe e camminare correre coi piedi nudi e fare sentieri e fare strade... Prima si arriva (o più tardi?) e bene si vedrà che è la strada, che è la terra.
SI, RIFUGGO ALLA CAMPAGNA Mi riconosci in città (la mia) se guardi alla gente che cammini con passi lesti. Mi riconosci in campagna (la mia) se guardi al contadino che cammini con passi corti. E già! Tra gli abitanti del contado io mi novero io sto io muovo: da dove tu fuggi, abitante della città, per ritrovarti tra la tua gente a gomito.
ALTI ALTI Dio, siamo uomini noi ed alti... e mai ci avviene di toccare con le mani il cielo e di staccarne un pezzo e di portarne un pezzo qui sì, qui sulla terra e di renderne celeste un angol(ino) che ci accolga quando le notti la oscurano?
Sì, LE PIANTE... Finché starò tra i miei campi avrò che mi parleran di amore le piante. Le piante han suoni con accordi quando viene un po di pioggia che le batta. Le piante han suoni con accordi quando viene un po di vento che le batta. Noi ci si divide sotto il vento. Noi ci si divide sotto la pioggia.
RITORNI Chi non ha ricordi e desiderio della prima giovinezza? Sol chi ora è giovane sa (sillude) che non fugge questa età. Ma fugge, è già fuggita, nè torna? Io ho pensieri, quando prego, vivi pensieri che mi richiamano immagini, cose del passato e dimentico le presenti. Lascio letà che ho, mi rivedo con negli occhi più di vampe, con nellanimo ansie, con nel volto attese, con nella mente sogni, con nel cuore amore. Che di bello, che di grande vi è mi è venuto compagno. Quando si è giovani, non si è soli né (ci) assalgono paure. Il color bainco si conosce che non ha macchie, il color rosso si conosce che non ha macchie.
CANTI DI UCCELLI I passeri algenti su rami. Li terrà un piccolo ramo e si dondola e si dondola, o li terrà un grande ramo e non si dondola. I passeri - né si vedono che sono nellalbero cantano cinguettano se è tempo di cantare e tu puoi ben udire questi canti se sei uso di sentire canti di uccelli.
PUNTI OSCURI Io credo che quelli sono più brutti e tristi e bui punti di terra che mai trovi raggiunti da luce di sole! Il sole di tutti i tempi vi girerà intorno?
COME DENTRO UNA NUBE Ci rigiriamo come dentro una nube di terra. Non vedo distinte cime di monti, né distese di piani, né fondi di valli, Ma paro i dardi (?) del sole del meriggio, le raffiche (?) del vento del tramonto. Sol temo cadute di pioggia? La pioggia ci è addosso. Non distinguo fruscio di foglie di piante, né fragranze di fiori di campi. Come dentro una nube mi rigiro con più di vita, sotto la pioggia, ché più alte cime di monti, più vive fragranze di fiori viene Dio a mostrarci.
AVE E ti giunge voce che ti dice: ave. Ave a te che temi di non aver speranza e la speranza ritrovi più forte. Ave a te che temi di non aver vita e la vita ritrovi più certa. Ave a te che temi di non aver fede e la fede ritrovi più ferma.
VIVO IN CAMPAGNA Siamo viatori e li apriamo (o chiudiamo) gli occhi per vedere (o non vedere) che si incontra. Io li avrò ben aperti e saprò che tragitto avrò percorso. Vivo in campagna e son più vicino di te (di città) ai ... boschi. E ci vado e mi ci addentro non col fucile ché io non sparo, no agli uccelli; ma col bastone, sì per tastare sentieri e per scansare spini pruni e pietrame. Dò passi brevi (e piccoli) in lungo e di obliquo su humus ed erbai e non avrò paure: paura di slittare come su strade consumate, paura di rimanere soffocato.
NO, NON CI PERDIAMO Vedi che siam per smarrirci (o perderci?) come in una selva. Sotto le fronde di piante ha vana luce per noi persino il sole. Allora, Dio, sei più grande e ci riconduci alla tua luce. Allora, Dio, sei più buono e ci riconduci alla tua terra. Allora, Dio, sei più alto e ci riconduci al tuo cielo.
COMUNIONE Cerchiamoci così... Con pianto + pianto si avrà un grande pianto e ci sarà chi ci ode. Con vita + vita si avrà una grande vita e ci sarà chi ci ama. Con amore + amore si avrà un grande amore e ci sarà chi ci invidia.
UNECO Ohhhhhhh... Mi par di riudirmi nelleco con la voce non ... mia. Mi son di rimpetto ed ai lati montagne. Son alte e difficili da scalarsi da me. Ma il pensiero e la voce sta volta ancora vanno e mi tornano dai monti: il pensiero fresco, la voce stanca e rauca e grossa e lunga e cupa, e spenta. Passa il tempo e con il tempo io passo. Che chiedo? Che questo pensiero e la voce chiara, e viva ritorni. Rimanga, come lanima, di me.
PUNTI = DIO Cieli alti infiniti ed eterni che siam noi? Punti! E più di voi alti, e più di voi infiniti, e più di voi eterni se avrem Dio. Dio sommo fa sommi. Dio ottimo fa ottimi Dio potente fa potenti. Dio giusto fa giusti. Dio fortissimo fa fortissimi.
CON QUESTE... COSE Si, meglio sarà ritirarmi e stare come stanno le cose: accantonate nel chiuso. Anni passeranno! Diverran come di pregio le cose e saran tratte fuori con... stupore.
NATALE La sera scende e porta tenebre. Il cielo pallido si punteggia di stelle ma poco di luce ci danno e poco di calore. Le stelle son piccole lontane, e fredde. La stella è grande vicina, e calda. Sorgi, STELLA! Il cielo ti avrà e la terra.
UNITI A TE Divisi da Te, Cristo, siam divisi anche da noi e usiamo la lingua per proferir ingiurie, le mani per impugnar armi, lo sguardo per palesar odio, la mente per tramar inganni. Così, dimentichiam che sono da usare la lingua per rasserenare gli animi, le mani per riunire le parti, lo sguardo per riaccordare simpatie, la mente per rinnovare consigli. Oh, che male è questo che non si storna da noi! Non ci vien pianto dal pianto degli altri. Non ci vien gioia dalla gioia degli altri. Non ci vien vita dalla vita degli altri. Certo ci vien morte e non dalla morte degli altri. Eppure, tra la specie non umana sovente avviene (vedi gli uccelli) che dà segni di allegria piena luno e dà segni di allegria piena laltro, che dà segni di dolor tensivo luno e dà segni di dolor tensivo laltro. E si riaccostano: insieme rompono in stridìo (senti le rondini) or come di festoso chiasso or come di aperto pianto.
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