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Michele Lavorgna - poeta                               home

 

Merenuge? - Ed. laurenziana Napoli - 1983

Dedica: Singulis viris mulieribusque

 

 

Nota del poeta

Merenuge: come goccia continua d’acqua

Di polla: disseta!

Come scintilla viva di fiamma

Di fuoco: riscalda!

Come lungo filo d’aria

Di montagna. vivifica!

Ed ancora, come consunto grano di una corona

Del rosario: Santifica!

                                             Michele Lavorgna

 


 

CHE (CHI) SI VEDE!

L’ombra

meno densa

pure ci fa vedere

un poco poco

più dentro, nei luoghi,

chi si mette in agguato

e riprendere (ci-)

chi tende furtivi agguati:

chi raggira, ghermisce,

stringe, sparge sangue.

 

GIROVAGHI

E si fan passi

in avanti,

in terna,

e passi

indietro.

Dove si sta?

Che non mi attira,

in un campo!

Un ramo di un melo

mi appare,

di settembre,

che si piega

fino a toccare la terra.

Reca mele — tante! —

che non ora, no,

vengono colte.

Han una faccia

quasi tutta rossa

ed una faccia

quasi tutta verde.

Poi ci alimenteranno

(sì)

e ci faran sazi.

Che potere hai tu,

frutta!

Ci riempi, ci riempi!

Sei sana?

Ma abbiam mente e possiamo scegliere

E già! Abbiam mente!

 

REMOTO = PRESENTE

Esulano i pensieri

e dove non giungono!

Non ci sono remoti

né tempi

né luoghi.

Che non scrutiamo,

che non approviamo

(o dis.)!

E ci vien così pianto

(o riso?),

dolore, sì, (o gioia?).

ANDIAMO!

Facciamoci compagni

di chi incontriamo

per istrada.

Dividiamo pensieri

ed ansie,

timori,

(o intenzioni? Intenzioni!).

Potremo — oh, quanto spesso! —

riuscire

a tirarlo indietro

o a menarlo innanzi,

a seconda del fine buono

o non,

che si pone.

Ed avremo lieto il cuore,
serena la mente,

lunga la vita,
bianca
l’anima,
vicino
il cielo,
più vicino Dio,
i Santi,
gli Angeli,

amica la gente.

 

DIS - TRATTI

Da che parte ci si chiede

aiuto,

spesso non discerniamo

per non aver buon

udito, sempre.

E così evitiamo

O sfuggiamo

questo

e quello.

E questi, poi quegli,

sarà vinto:
premerà la terra
che ancora lo tiene,
perderà la voce
che ancora innalza,
spegnerà la vista
che ancora allunga,
accorcerà i passi
che ancora dà,
smorzerà le forze

che ancora muove.

ARIA, ARIA!

Aria

è tutta questa

che respiriamo,

che s’impregna, ben si sente,

ora del puro olezzo

dei fiori,

in un’aiuola:

dei frutti,

in un campo:

di erbe,

in un prato;

di piante da cielo (alte?),

di piante da terra (basse?),

in un bosco.

Nondimeno andiamo cercando talora

luoghi chiusi,

anche quando non vi siamo costretti.

Per non vivere?

Ci guardiamo così

come usciti

da una notte

buia,

quasi paventati,

come per trovare chi

o che ci rincori.

E si fissano gli occhi

e si puntano,

in un’attesa.

GRANDI CON DIO

Si è piccoli, poveri

meno di quel che si crede,

che anzi si è ricchi,

grandi con Dio.

Dio infinito,

con l’io finito

incontrano

(si misurano, si confrontano).

Il cielo anche più alto

ci può scendere addosso,

non cadere.

Non è da credere

che un abisso

ci separi,

ché Dio, che è infinito,

lo comprende

questo io

e lo investe e lo ordina, fatto suo.

Che grazia!

Non è da credere, no,

che un abisso separi Dio

da questo io.

SEGNI

Segni (che segni!)

ci giungono

dall’alto

che parlano di Dio

immenso, infinito,

ottimo

che ci tiene,

seppure vacilla

questa fede.

MESSAGGI

Che ci torni

a conforto

una parola buona

di chi si chiami

amico!

Questo chiedono

cuore

e mente,

simul.

E dai luoghi,

anche nostri,

messaggi

ci giungono

ad annunciare

amore, pace,

speranza, fede.

DESIDERIO

Vivano i ricordi

e si tramandino:

quelli cui ci si disseti

a lungo,

ché, in vero,

solo quest’acqua

non sufficit

per tenerci

in vita.

PICCOLI E GRANDI

Dio, se ci viene

meno

lo slancio

per salire più in alto

dove è gloria,

ci porti

a vedere

quanta grandezza

racchiude

persino questo piccolissimo

punto

di un angolo

di terra

che Tu hai creata.

Non si creda

da chi non vuoi credere.

Non si intenda

da chi non vuoi intendere:

un punto

è una parte, anche se piccolissima,

del tutto.

E tutto

è fatto di tanti piccoli punti

grandi.

COSTATAZIONE

Dio, ho rifatto

a piedi una strada breve

in un tempo più lungo.

Ma ho capito

bene

che ci fa una pietra

o un mattone

e altra cosa

che formano una strada.

Qui è una strada,

lì un’altra,

tra i campi,

tra le case.

Ed un campo porta

ad un campo,

(un paese

d un paese),

una casa

ad una casa.

Ma un cuore

non ad un cuore,

una mente

non ad una mente,

una mano

non ad una mano,

un passo

non ad un passo.

Ed una via

è guida ad una via,

una pietra ad

una pietra,

un mattone

ad un mattone.

INCERTEZZE

Ci ritroviamo " ciechi "

  • oh, fiat lux —
  • dinanzi a due vie.

S’imbocca

l’una

e si lascia l’altra,

o si imbocca

l’altra

e si lascia l’una.

Una ha,

un’altra no,

più dossi,

più curve.

Una ha...

Io ho passi sicuri ora,

ora no.

DAL SENTIERO ALLA STRADA

Oh, quanto può il pensiero!

che non si possiede

col pensiero,

che non si rivive, che non si fa

col pensiero!

Sì, si amano i buoni

e non si odiano

i malvagi.

PENSIERO

Dio ci comanda

ed io sto al comando

e cammino così per la strada

che è giusta.

Ho battuto sentieri

anche con paura (un attimo!)

quando ho chiuso gli occhi

alla luce viva del sole

ed alla luce più viva di Dio.

Ma li ho riaperti ed ho ricevuto vita

vita vita, e dal sentiero

sono passato

alla strada.

Dio ci comanda

ed anche tu, uomo, sta’ al comando

e camminerai — già cammini — per la strada
vuoi della luce,

certo della vita.

 

LONTANO LONTANO

Si corre? Io... (o la mente corre?)

e raggiungo

luoghi lontani — o sempre vicini? —

dove stanno

cose che ci premono tanto:

un pezzo di terra

non ancora conosciuto

che ci dona

refrigeri

più di quelli

che proviamo qui

dove si è nati

e rimasti per anni,

qui da dove

si sono contemplate,

di notte,

le stelle, guardando al cielo,

le stelle d’oro, sì, come si vedono;

e le orme,

di giorno, guardando alla terra,

le orme di sangue, sì, come si vedono.

 

TU ED IO NELLE COSE

E come!

Ognuno può cercare sé

nelle cose

che gli stanno intorno,

perché in ciascuna

ha operato

  • e quanto! —

l’uomo

con la mano, attenta

se volete.

 

QUESTI PENSIERI

Questi pensieri

(miei e tuoi)

non riposano in un angolo

della mente.

Vanno

e non hanno la stessa andata.

Vengono

e non hanno lo stesso ritorno.

E la letizia degli uni

si unisce alla letizia degli altri ora,

ora alla mestizia;

La vivacità alla vivacità ora,

ora alla lentezza;

La gravità alla gravità ora,

ora alla leggerezza;

La maturità alla maturità ora,

ora all’acerbità;

La libertà dei pensieri

si unisce alla libertà dei pensieri ora,

ora alla non libertà.

 

RONDINI RONDINI

Le rondini

partono

a stormi

e vivono

e fanno

primavera, sempre!

 

GRANELLI E SANTI

Non vedi tu

che qui

ed ... ovunque

sono continui

incontri

di spiriti buoni

e non, giusti

e non, di sapienza

e non, di carità

e non…

Ed ora noi limitati,

finiti:

quindi deboli,

senza preghiere

e senza Dio,

e senza Santi,

e senza Angeli: senza fede (sicché)

diveniamo granelli

di polvere

ai venti,

nel deserto,

in ogni punto.

Ma ritorniamo...
Io torno
alla fede più viva,
se me ne distacco,
da debole.

 

MIRACOLI

E sarà lontano il giorno

in cui si porrà

fine

a questo male

che dilaga?

Ogni angolo

di terra

ne è preso

e sta che freme.

Ogni uomo

Non è …chiaro sempre

ed allora che ti combina?

Stelle, io anche vi vedo
che tornate, di notte,
ad illuminare
parvi punti.

Siete astri, voi,

ed oscuri non li lasciate, no,

nel cielo.

E da quei punti di cielo

a questi punti

della terra

proprio infinite (ci) sono

le distanze?

Compite miracoli, voi Santi

e Angeli

pregando Iddio.

 

UN PONTE

Un ponte tra i cuori

e le menti e gli animi

che si ricostruisca

e dove non si arriva!

Un ponte,

che grandezza!

Un ponte,

che lunghezza!

Un ponte,

che profondità!

 

FRETTA DI ANDARE

Si prevede

che a nuvole

cariche

di pioggia

non succedano

nuvole

cariche

di pioggia.

E vogliamo

di fretta

andare andare andare.

Non attendiamo,

anche bagnandoci,

che si scaricano queste?

Avran da godersi di

tutto l’azzurro

e sereno

i nostri occhi,

saziandosi,

a lungo,

profondamente.

 

DIO LO VUOLE RAVVEDERSI

La Chiesa

noi morenti

l’avremo

ricostruita

nel cuore,

nell’animo

e nella mente.

L’avremo ricostruita

e chiederemo,

già chiediamo

che si fondi

nuova

sulla terra.

E non si vorrà forse che una più grande

 

CATTEDRALE

si edifichi

in queste Contrade?

Udinque

ciascuno verrà qui

per portare

una pietra?

Si cambieranno i mali

(una valanga!)

in beni.

 

RAVVEDERSI

E potremo formarcelo

un coro,

il più alto,

con voci

che, spiegandosi,

si aggiungono

a voce.

Oggi, proprio

oggi non si può?

Ma un giorno!

Un giorno, manco la penitenza

più sentita

ci potrà soccorrere,

se bene

non ci ravvederemo.

Che conta pregare! lo dica certa gente,

ma non la gente.

 

UNO CI GUIDA

Vedo, sento, eloquor

ut Animus est:

crediamo al sole

perché il sole

ci illumina la terra.

Ma questa mente,

questo spirito,

questo alito,

questo pensiero,

questo sentimento,

questo udito,

questo vedere,

questo toccare,

questo parlare

e che ancora?

questo discernere,

questo amore,

questo ragionare (ed ancora?)

chi ce lo tiene in... vita e governa?

Siamo tanto limitati

per intenderlo?

 

QUESTO E' AMORE

Che grande amore

è l’amore di Dio!

Fa che il bene

trionfi sul male,

e la luce

sulle tenebre,

e l’infinito

sul finito.

 

CONOSCERE

Vi è chi ci reputa

secondi

perché non conosce

i primi,

o perché non ha lo sguardo

che vada più lontano,

o perché non ha udito

che senta più lontano,

o perché non ha passo

che misuri

più distanze,

o perché non ha mente

che discerna più posti,

o perché ha pensiero

che si ingelosisca (di più),

o perché non sa portarsi,

con animo e corpo,

più avanti.

 

CAMPAGNE

Dalle campagne, certo,

provengono

frutti,

e che frutti!

pere,

mele,

ciliegie,

fichi,

nespole, ...

e questo pane,

e questo vino,

e quest’acqua,

la vita?

E poi si decanta tanto

(e solo?)

la città!

 

TU, POETA?

Siamo tutti poeti

certo (?) dunque (!), e già!

Le stelle sono tante,

al cielo.

Ma ci mandano luce fredda!

Né servono

a rischiararci

la notte.

Una stella è grande

e vicina.

Tanti possono

anche ignorarla,

ma non—. non giovarsene,

palese,

diuturna,

larga com’è.

Et nunc et cras.

E può questo Sole

dar luce

e vita

persino

alle tombe, s

e Dio lo vorrà.

 

TU LO SAI?

Sai Iu...

perché l’uomo non rimane

sempre uomo,

quando poi un cane

rimane sempre cane;

ed un uccello,

uccello

ed una gallina,

gallina;

un gallo,

gallo; un bue,

bue; un cavallo,

cavallo; e di’ tu, di’

nomi di animali,

diciamo noi, diciamo...

 

SOGNI

E si svolgono

i sogni

scendendo.

Come avvolti

a guisa di ... gomitolo

devono pur sopra - stare,

in un punto.

Che siano di ... cotone fine

(si fa per dire)

che serva solo

per cose fui.

 

GENEROSITÀ

Stamani

l’ho riudito

con amore e mente

il chicchirichì

di un gallo

di campagna.

Vado pensando

proprio ad un gallo.

Che animale! Da cortile!

Ne esce? Ma!

Lo ricordo, lo rivedo

mentre cerca cibi: chicchi

di grano

tra la pula,

di mais

tra un torso ed un torso,

e li riaccosta alle galline vicine

con generosità

e allegrezza piene.

Ma andrà distornato!

 

OMNIA NOSTRA

Dove non si spinge

questo sguardo

e di che non si riempie!

Che non ci viene dappresso!

Solo della pietra

ci sfugge,

certo,

la durezza

che conserva

anche dentro.

Non si vede!

Ci sfugge pure allora

quando le saliamo

e quando le scendiamo

queste scale.

Non si sente!

E metti tu la paglia

in luogo

dei gradini

e vedi poi se sali

e vedi poi se scendi!

E se senti!

 

TEMERE? SI

Che ci dà sicurezza

di vivere,

da uomini,

in un mondo

in cui non si livellano

i valori (certi)

che racchiudono vita:

speranza,

rarità,

amore,

concordia,

dedizione,

comprensione. unione

e che più? Omnia summa:

tutto quel che di bello,

di grande, di buono

pensi, uomo!

 

NON E MENO CHE MORIRE

Sentire e vedere insieme,

attraverso un apparecchio T,

il pianto

ed il dolore

di un bimbo

che vive più di...

mille miglia

lontano,

in un paese

che non è il nostro...

e non fare nulla

che possa alleviare

siffatte espressioni

(o sensazioni?)

senza dividerle

concretamente

non è meno che morire.

 

SICCITAS

Sì, questa terra

è per divenire — tu la vedi? —

più arida.

Il cielo

manco le piogge larghe e piane

ci manda,

ché, in vero,

troppo le abbiamo intorbidato

le acque.

Troppo!

E la gioia

non ci è chiara,

che anzi ci è nera

come la speranza,

come la carità,

come la fede.

Che vita è la nostra?

Dio! Tu ci vedi.

Che non puoi!

 

FINE E PRINCIPIO

Escono di vita

— tempo passando —

i Corpi

che si stringono

alle cose.

Tem ...

Questi corpi non (ci) sono più.

Ma l’anima ...

Gli Angeli,

le ali spiegando,

scendono

sulla terra

ed assistono con cori

al trionfo

del nuovo sul vecchio:

dell’amore sull’odio,

della virtù sul vizio,

della vita dell’anima

sulla morte del corpo.

L’anima è.

Tende in alto!

Le cose terrene

(argenti, ori, poteri,

poderi, et CETERA et cetera)

sono misere e caduche,

e guerrafondaie.

 

 

INSTABILI

Come siamo vari

vari

Chiediamo spesso pioggia

se c’è sole

e sole

se c’è pioggia,

quindi caldo

se c’è freddo

e freddo

se c’è caldo.

Non chiediamo forse

di pregare

quando pecchiamo

e di benedire

di questo

e di quello

quando benediciamo,

di sorridere

quando piangiamo,

di fare carezze

quando frustiamo?

 

SORRISI

Come cantastorie

agli angoli

delle strade,

soli,

ad attendere

che la gente

arrivi, si fermi o no,

e passi,

si sta?

Non una mano ci tende,

ché non staremo, no,

a chiedere

carità:

la carità che si fa

scendere

da una mano

ad una mano,

ma a guadagnare

uno, due...

sorrisi

che allietano anche chi li elargisce.

 

ROSARI ROSARI

Premeranno le membra,

le nostre ossa,

se le avremo tenute in vita

(per un tempo lungo

o breve non importa)

solo con supporti

di materia,

che così saran mandate

a giacere

e noi…

Noi, orbi — ma di che? —

e poveri — ma perché? —

non riavremo più

di che reggerci?

Altro (Dio, i Santi, gli Angeli

ci vuole

perché riviviamo.

Ogni materia è destinata

a perire,

morendo.

Sgraniamo rosari, senza tregua.

Rosari!

IN ALTO IN ALTO

Non ora veniamo

come animati,

ché anima

già divenimmo

per rivivere

aereamente.

E su fredda pietra

nuda

già andammo

deponendo

questo non meno freddo

corpo.

In alto, ancora più in alto,

stanno leggeri

spazi

che ci accolgono

senza essere

presi.

E vi regna la pace.

Denique!

 

SPIRITUS

Dunque non veniamo animati,

ché anima

già siamo

per non coricarci (più),

ricoricati

su fredda pietra nuda

col corpo nudo.

Non si ha di che

temere nunc,

per portarci spiriti,

altrove,

di là di ogni materia

che può solo

mutar(si)

ma non convertirsi

essa pure, la materia,

in spirito

e mente.

 

DA MORTI SI VIVE

E si va oltre ogni confine

(anche coi pensieri)

di là di questi luoghi,

di là di questo tempo

e si incontra gente

viva e morta

o morta e viva!

Nessuno mi è estraneo!

Tutti ci appartengono.

Il bimbo trema nei passi

camminando,

o giace in una tomba.

Ce ne sono!

Lo sorreggi con la mano

o lo raggiungerai

con le preghiere.

Il giovane si avanza nei passi

camminando,

o giace in una tomba.

Ce ne sono!

Lo trattieni con la mano

o lo raggiungerai

con le preghiere.

L’adulto si ferma nei passi

camminando,

o giace in una tomba.

Ce ne sono! Ce ne sono!

Gli fai segno con la mano:

più avanti

o lo raggiungerai con le preghiere.

L’anziano teme nei passi

camminando,

o giace in una tomba.

Ce ne sono! Ce ne sono!

Gli indichi la meta certa con la mano:

più avanti

o lo raggiungerai

con le preghiere:

là da dove si esce

con la vita dell’anima:

vera, sana, santa, eterna.

 

DAL MALE AL BENE

Dies noctesque

abbiamo pensiero

e vita, tra veci alterne

e, come rapiti, operiamo alla luce

ed al buio,

dimentichi, sì,

che anche questo male

poi.., poi.., ha tregua

e cede il posto al bene.

IN UNA

Come sovente ci vien

dato

di riunire

e far che rimangano

qui,

dappresso,

cose, in una,

nell’idea

(che tutte le comprende

provenienti

da più parti)

e si apre

e si dà

ad ingrandire

e a rimpiccolire

cento e mille,

tornandovi,

di quel mucchio

di specie mista

che ha prima

tenuto per un istante

le nostre menti

e la nostra vita.

Viva Iddiol Non siamo dimentichi di nulla!

 

IO SO

Io so

Che leggi

E approvi

(o dis -)

e dici

(o dis -)

e fai

(o dis -)

e ami

(o dis –)

Ah, linguisti, grammatici!

Ah, dizionaristi!

Ah, uomini!

a, critici critici,

vivite beati,

indisturbati

nelle stanze chiuse!

 

SU! SUI MONTI!

Dio, si elevi pure di là

di questo monte,

ancora un monte.

Non ci vincerà

timore, certo,

se avremo imparato,

frattanto,

a scalare

i monti.

Chè vista

si avrà più accorta,

passo più accorto.

Su le pianure

Sono più gravi

oh,tanto spesso!-

le cadute,

che gli occhi

(oggi)

si chiudono

ed i passi

non sono diritti.

 

" IO SONO LA VERA VITE "

" Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie

e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché

porti più frutto ...

(Gv 15,1-2…)

 

Nota dell’autore:

Sia per l’introduzione al tema, sia per le liriche contenute nella raccola, "Merenuge?", ultima delle fatiche del poeta, sembra essere, come altrove si è detto, la continuazione ideale della precedente raccolta poetica "Pensieri…"